Teodorani, Nanni e Bonini: Il carciofo “cucinato” su tela

I carciofi, coltivati in Sicilia dagli albori del primo millennio, oggi fanno parte della cultura gastronomica internazionale, tanto da meritarsi nel 1954 “L’ode al carciofo” del poeta cileno Pablo Neruda: «Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero / ispida edificò una piccola cupola / si mantenne all’asciutto sotto le sue squame…» per finire in cucina bollito: «…poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica polpa del suo cuore verde».

Un soggetto, già presente in mosaici romani, dalla fine del Cinquecento con la sua diffusione in Europa viene inserito da molti pittori nelle composizioni fino ai giorni nostri. Anche in Romagna gli «articiöch», come vengono chiamati, entrano nel repertorio di alcuni di loro.

I maestri romagnoli

  • Fortunato Teodorani (Cesena 1888-1960): Educato secondo rigorosi criteri accademici a Firenze da Giuseppe Cassioli, Teodorani dipinge nature morte di grande precisione. In una sua opera, i carciofi sono resi con una tale cura per il dettaglio da ricordare le composizioni della pittrice barocca Giovanna Garzoni.

  • Anna Maria Nanni (Cesenatico 1937-2021): Pittrice, ceramista e mosaicista, la Nanni attraversa diverse fasi stilistiche. Nella sua tela “Carciofi” del 1985, assistiamo a un ritorno al realismo iniziale proprio mentre è in corso la sua svolta verso il Nuovo Futurismo. Le sue opere sono spesso caratterizzate da una commistione di generi e un uso libero dei materiali, a tratti vicino al linguaggio pop di Marco Lodola.

L’interpretazione di Demos Bonini Demos Bonini (Rimini 1915-1991) nel 1982 dipinge il banco di un fruttivendolo composto da cassette di legno. In mezzo alle verdure di stagione ben identificabili, risalta un mazzo di mammole romanesche. La pittura di Bonini è qui robusta, ben delineata nel segno e nel colore; uno stile che rimanda al Neorealismo acquisito durante la frequentazione dello studio romano di Renato Guttuso alla fine degli anni Quaranta.

Per Bonini, il carciofo non è solo un ortaggio, ma un elemento di quella “realtà umile” che ha sempre amato indagare, nobilitandola attraverso una struttura compositiva solida e una pennellata carica di materia.

Corriere Romagna – Domenica 2 Aprile 2023
Di Sergio Sermasi