Nature morte,
paesaggi e battaglie
Parallelamente a marinai, contadini e suggestive giacche, Demos Bonini ha prodotto paesaggi, marine, nature morte, grandi quadri astratti dipinti a spatola. La sperimentazione comincia con la costruzione geometrica del 1950 Natura morta con mele e giornale. Demos continua per tutta la vita a ritrarre oggetti, atmosfere interne, barche e paesaggi suggestivi della Romagna e dell’Isola del Giglio.
Osservando queste opere in successione si nota il mutare dello stile
– dal corposo e impegnativo periodo della corrente pittorica Realismo;
– al transito nello stile astratto-informale (coincise con la partecipazione alla seconda edizione riminese del Morgan’s Paint nel 1959 quando utilizzò la spatola, conferendo ai quadri una cromia parcellizzata geometricamente che punta all’astrazione figurativa e al gioco cromatico;
– infine il ritorno alle origini, a De Pisis e ai paesaggi dell’entroterra riminese.
Negli anni Sessanta, sia in pittura che nelle stampe, appaiono tra i soggetti raffigurati condottieri e scene di battaglia. L’esemplare più imponente è quello che effigia il noto combattimento svoltosi durante i moti del 1831 alla periferia di Rimini, nella zona delle Celle di proprietà della Cassa di Risparmio di Rimini dagli anni. Scene di battaglia compaiono anche nei bassorilievi in rame che Demos eseguì negli anni Sessanta, pubblicati sulla rivista «Amica».




















