Sergio Zavoli amava Bonini e Sughi — Entrambi lo ritrassero in un dipinto

Due pittori sono stati al centro dell’interesse di Sergio Zavoli: Demos Bonini (Rimini 1915-1991) e Alberto Sughi (Cesena 1928-Bologna 2012).

L’amicizia con Demos Bonini Demos è l’amico di sempre con il quale Zavoli frequenta gli “amici dello scoglio”, la “palata”, il porto di Rimini sotto lo sguardo attento di Federico Fellini, regista anche in quelle occasioni, tutti immortalati nella splendida caricatura di gruppo del 1972 di Italo Roberti. Zavoli frequenta abitualmente lo studio dell’artista riminese, del quale apprezza profondamente la pittura e la grafica.

Nel 1956, Bonini ritrae Zavoli mentre è intento a leggere un libro. Il giornalista scriverà diverse prefazioni e saggi per l’amico Demos, tra cui:

  • L’introduzione al volumetto “Demos Bonini” (edito da Ghelfi di Verona, 1972).

  • La prefazione a “Demos. Il mare di Rimini”, volume di schizzi e rivisitazioni (edito da Trademark Italia, Rimini, 2005).

  • Il testo “Il tempo dell’ideologia, il tempo della poesia”, introduzione al catalogo della mostra “Demos Bonini 1915-1991, tracce di un’avventura artistica” curata da Michela Cesarini (Guaraldi, 2006).

Il legame con Alberto Sughi Alberto Sughi rientra tra gli artisti più amati e stimati dal giornalista. In questa ottica è illuminante l’intervista “Il segno e l’immagine. Intervista di Sergio Zavoli ad Alberto Sughi”, pubblicata nel volume per l’antologica di Sughi ad Arezzo nel 2006. Insieme, nel 2011, realizzarono una cartella con una litografia di Sughi accompagnata da un testo di Zavoli sui Tre Martiri partigiani riminesi, prodotta per finanziare l’Istituto per la storia della Resistenza di Rimini.

Zavoli ha saputo cogliere l’essenza della pittura di entrambi: la romagnolità autentica e quotidiana di Bonini e il realismo esistenziale e universale di Sughi, trasformando la critica d’arte in un atto d’amore e di memoria civile.

Corriere Romagna – Giovedì 13 Agosto 2020
Di Sergio Sermasi