Le chiatte trasportano arte per mari e grandi fiumi

Imbarcazioni a fondo piatto per il trasporto delle merci, le chiatte scivolano lentamente nei canali e nei grandi fiumi di Francia e Nord Europa, protagoniste dei romanzi di Georges Simenon e dei quadri degli Impressionisti e degli artisti nostrani frequentatori di quelle latitudini.

Dalla Francia alla Germania: Casadei e Della Bartola È il caso di Maceo Casadei (Forlì 1899-1992), adolescente a Lione con la famiglia, che dopo il rientro in Italia ritorna più volte a Parigi. Vedutista straordinario, nel 1937 dipinge la luminosa Senna con le chiatte ormeggiate, mentre in lontananza si intravede Notre Dame.

Armido Della Bartola (San Mauro Pascoli 1919-Rimini 2011), nel suo libro “Arcurd ad viaz sla testa te sàc”, ricorda i suoi successi in Germania e la sua personale a Wiesbaden nel 1977. Del Reno che bagna la città restano alcune tele dove sul blu del fiume risaltano gli scafi bianchi delle chiatte ormeggiate.

Il genio di Dino Villani e la testimonianza di Edward Bawden Altri ne testimoniano l’impiego per la costruzione di ponti, come Dino Villani (Nogara 1898-Milano 1989), pittore, grafico e incisore. Nel 1929 raffigura il ponte di chiatte sul Po che collega Motteggiana e Borgofote. La sua fama è legata soprattutto all’invenzione di icone come Miss Italia e la Festa della Mamma.

Edward Bawden (1903-1989), illustratore e artista di guerra britannico, nel 1944 documenta con i suoi acquerelli la risalita dell’Adriatico dell’Armata Britannica fino al Po, dove riprende il ponte di barche realizzato in sostituzione di quello distrutto dai bombardamenti.

Demos Bonini e il realismo del mare Abbandonando l’ambiente fluviale, altri artisti ne documentano l’impiego marino per il trasporto della sabbia o degli scogli per le barriere foranee. Demos Bonini (Rimini 1915-1991), frequentatore abituale dell’ambiente marinaro, realizza nel 1953 un piccolo monotipo dedicato alla chiatta assicurata in porto, con il segno e il colore acquisito dalla militanza romana con Renato Guttuso.

L’essenzialità di Maurizio Minarini Altro respiro si avverte osservando la chiatta solitaria ormeggiata nel porto di Rimini nella prospettiva esasperata di Maurizio Minarini (Rimini 1938-2025). L’imbarcazione è l’unica macchia di colore nel lindo riverbero della luce. Come scrive Ferruccio Farina, l’arte di Minarini è una lente che fa penetrare nell’anima quello strano spazio compreso fra terra e mare, permettendo di respirare un’aria di libertà in scenari surreali e atmosfere d’attesa.

29 gennaio IMOLA 26 settembre
SERGIO SERMASI