Il simbolo dell’Olanda adottato dalla Romagna

Nel 1600 i tulipani vengono esportati dall’impero ottomano in Olanda dove in breve tempo ottengono un successo assoluto tanto da diventarne il simbolo nazionale. Il fiore entra subito a far parte delle nature morte dei pittori dei Paesi Bassi, per diffondersi rapidamente in tutta Europa affascinando alcuni grandi maestri quali Cézanne, Monet, Picasso e Matisse.

 

In Romagna In Romagna, un esempio di “buona scuola” sono gli acquerelli dedicati ai tulipani di Silvio Gordini (Russi 1849-Bologna 1937) e di Fortunato Teodorani (Cesena 1888-1960). Gordini si diploma a Bologna e si perfeziona a Firenze prima di rientrare per insegnare all’Accademia fino al 1921. Scrive di lui il critico Rezio Buscaroli: “Egli sapeva guardare amorosamente un fiore, una foglia, l’umile filo d’erba e ne traeva quadri e decorazioni preziose”.

René Gruau (Rimini 1909-Roma 2004), il celebre illustratore di moda, ne fa un elemento di eleganza e stile, mentre i tulipani di Giovanni Nardi Spada (Forlì 1851-1921) e quelli del cesenate Giannetto Camporesi (1914-1994) sono espressioni di una pittura legata alla tradizione locale.

Anche Alberto Salietti (Ravenna 1892-Chiavari 1961), tra i fondatori del gruppo “Novecento”, dedica al tulipano splendide tavole dove il fiore è inserito in interni domestici carichi di atmosfera.

L’interpretazione di Demos Bonini In questo giardino ideale non poteva mancare Demos Bonini (1915-1991). Bonini affronta il tema con la sua solita sintesi: i suoi tulipani, spesso inseriti in vasi semplici, sono macchie di colore vivide che contrastano con fondi neutri o scuri. In un’opera del 1978, il tulipano diventa per Bonini un esercizio di forma e luce, un modo per indagare la bellezza della natura attraverso un segno grafico deciso e moderno.

Altri maestri romagnoli L’articolo cita infine:

  • Corrado Corrà (1894-1959), che dipinge tulipani con una sensibilità quasi crepuscolare.

  • Luciano Gottarelli (1921-2015), i cui fiori assumono toni più vivaci e solari, tipici della sua produzione matura.

Ognuno con il suo stile, questi artisti hanno saputo interpretare un fiore esotico facendolo diventare parte integrante del patrimonio iconografico della nostra terra.

Corriere Romagna – Lunedì 16 Novembre 2020
Di Sergio Sermasi