In questi giorni, fino al 31 agosto, nel chiostro del Convento della Santa Croce dei Frati Minori Francescani a Villa Verucchio, il più antico convento francescano dell’Emilia-Romagna, è in corso la mostra organizzata dal festival “Cartoon club” con la collaborazione di Vater Team srl, dal titolo “San Francesco. Un’esperienza di Dio” che presenta una selezione di fumetti dedicata alle opere e alla vita del Santo Patrono d’Italia, uno dei santi più popolari e celebrati nel mondo.
In esposizione oltre cinquant’anni di tavole degli autori più conosciuti, da Franco Caprioli a Dino Battaglia, Giacinto Gaudenzi, Francesco Gamba, Gianni De Luca, Renato Frascelli, Gino Gavioli, e molti altri. All’interno del chiostro, dove la mostra si sviluppa, domina il gigantesco cipresso che la tradizione vuole sia stato piantato dallo stesso San Francesco otto secoli fa. L’albero è diventato nel tempo un simbolo di fede e di natura, tanto da essere inserito nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia.
Il cipresso nell’arte Nonostante le difficoltà di ripresa dovute alle dimensioni e alla collocazione all’interno del chiostro, sono molti gli artisti che si sono cimentati nel ritrarlo:
Sante Arduini (Urbino 1938): lo ritrae in una bella incisione del 1970, mettendo in risalto la struttura intricata dei rami.
Gino Ravaioli (Rimini 1895-1982): in una delle sue caratteristiche chine, riesce a dare respiro all’immagine, presentando l’albero in tutta la sua magnificenza nel contesto del giardino e degli edifici di contorno.
Armido Della Bartola (San Mauro Pascoli 1919-Rimini 2011): lo ritrae nel 1938 prima che fulmini, intemperie e… vecchiaia ne danneggiassero il tronco e la chioma. L’artista nella sua lunga carriera lo dipingerà parecchie volte, compresa una versione di quasi due metri d’altezza donata ai frati del convento.
Demos Bonini e la Valmarecchia Demos Bonini (Rimini 1915-1991), insegnante di disegno a Novafeltria all’inizio degli anni ’40, dipinge in diverse occasioni la vallata del Marecchia ed è sicuramente attratto dal “gigante” di Villa, tanto da dedicargli un piccolo guache che inserisce in quella sorta di diario della memoria titolato “Il mare di Rimini”, ma è qualcosa di più, ricavato da vecchi appunti che vanno dal 1941 al 1957, pubblicato nel 1980 da Trademark Italia-Rimini.
Di Sergio Sermasi