I quadri di Bonini a Forlì — La mostra ospitata nella trattoria

Fino a maggio, il ristorante enoteca “Don Abbondio” in piazza Guido da Montefeltro a Forlì ospita le opere di Demos Bonini, celebre artista riminese del Novecento. Nato a Rimini nel 1915 e scomparso nel 1991, Bonini ha saputo raccontare attraverso il disegno e la pittura storie legate al mare e all’entroterra, alternando fatiche contadine e abitudini borghesi. Il suo lavoro è intriso dell’ironia, dell’inquietudine e della gioia tipiche di chi ha vissuto l’esperienza della Seconda guerra mondiale.
Pittore dal talento peculiare, Bonini fu discepolo di De Pisis e di Renato Guttuso, lavorando per diversi mesi nello studio di quest’ultimo. Nel corso della sua carriera ha esposto in numerose gallerie, sia in Italia che all’estero, ricevendo premi di prestigio. La sua vita è stata segnata da profonde amicizie e scambi intellettuali con figure del calibro di Federico Fellini e Sergio Zavoli, oltre ai suoi due grandi maestri che ne riconobbero precocemente il valore.
Nel suo libro autobiografico “Una Vita per la Pittura”, Demos ricorda un particolare insegnamento di De Pisis che lo spinse a perseverare nell’arte: il maestro sosteneva che un artista non può produrre esclusivamente capolavori e che anche le opere meno riuscite hanno un valore, poiché l’artista, in quanto “essere superiore”, ha un diritto prioritario alla vita garantito dal proprio lavoro e dalla propria firma.
Per gran parte della sua produzione, il maestro Bonini ha utilizzato l’iconografia delle giacche come mezzo per interpretare il proprio rapporto con la realtà. Questa scelta stilistica, nata da una riflessione sulla propria condizione personale, è diventata col tempo uno strumento profondo per esplorare e conoscere il mondo intero.
Corriere Romagna – ed. Forlì Cesena, Domenica 17 Marzo