Da Bonini a Sughi: molti romagnoli hanno risentito della lezione di Piero della Francesca

Il fascino dell’opera di Piero della Francesca, in particolare del celebre affresco “Il sogno di Costantino” ad Arezzo, ha influenzato profondamente l’arte moderna e contemporanea. Molti artisti romagnoli del Novecento hanno risentito della sua lezione, reinterpretando quella luce intensa e quella solidità classica. Tra questi figura Demos Bonini (Rimini 1915-1991). Nel suo dipinto “Ritratto di un uomo con il turbante” (1950), Bonini cita esplicitamente il personaggio seduto accanto al letto dell’imperatore Costantino nell’affresco pierfrancescano. L’opera di Bonini ripropone la stessa postura riflessiva e la stessa intensità luminosa, dimostrando come il pittore riminese guardasse ai grandi maestri del passato per costruire il suo linguaggio realista e moderno.

Oltre a Bonini, l’articolo cita altri importanti artisti del territorio
Alberto Salietti (Ravenna 1892-Chiavari 1961), che nel suo “Ritratto di Anna” (1933) mostra una sintesi tra plasticità solida ed equilibrio tonale.
Enzo Morelli (Bagnacavallo 1896-1976), che in un acquerello del 1950 riprende pose e tonalità che rimandano direttamente alla lezione di Piero.
Alberto Sughi (Cesena 1921-2011), maestro del “Realismo esistenziale”, la cui produzione è dedicata ai temi della solitudine e dell’alienazione, trattati con una inimitabile solidità classica.
L’articolo sottolinea come, nonostante le diverse correnti (dal post-impressionismo al realismo esistenziale), la lezione di sintesi e di luce del maestro di Sansepolcro sia rimasta un punto di riferimento costante per questi autori. (S.S.)
Corriere Romagna (Ed. Forlì e Cesena) – Lunedì 9 Maggio 2016